Gas, le notizie dall’Europa

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Nel pieno della stagione estiva a essere calde non sono solo le temperature ma anche le strategie per assicurare un approvvigionamento di gas sicuro ai Paesi del Vecchio Continente, sia per la fase congiunturale sia per le prossime stagioni, al netto dell’andamento dei prezzi.

A destare la maggiore attenzione è ovviamente la questione russa: da un lato per l’intricarsi del nodo Ucraina, sia nell’ottica del passaggio delle forniture verso l’Europa, sia per lo stesso approvvigionamento di Kiev (a tal riguardo, il governo parla di “stato di emergenza per il settore energetico”); dall’altro, per la partita delle rinegoziazioni dei prezzi gas sul più lungo periodo che gli operatori stanno tentando di agganciare maggiormente alla congiuntura di mercato.

In tal senso, data la stagione estiva, l’attenzione è rivolta anche alla partita degli stoccaggi che, ad esempio nel caso dell’UK, ha visto il prezzo all’ingrosso del gas naturale nel Regno Unito – per la consegna nel prossimo inverno – sceso a minimi storici lo scorso mercoledì mattina, con gli impianti di stoccaggio riempiti grazie alla scarsa domanda e affievolendo così le preoccupazioni circa possibili tagli nella fornitura d’inverno.

Spostando lo sguardo più a est, resta complicata la partita energetica per l’Ucraina. Una possibilità di approvvigionamento arriva dalla Slovacchia, con cui Kiev ha firmato a fine aprile un accordo per l’arrivo di determinate quantità di gas dall’Ue. Da allora l’operatore slovacco Eustream ha registrato diverse offerte per la capacità di un gasdotto di collegamento con l’Ucraina, con consegne previste da settembre 2014.

La Bulgaria, infine, coinvolta nelle corse settimane nelle complicate vicende per la realizzazione del gasdotto South Stream, si trova nella posizione di dover abbattere i costi elettrici sul mercato interno a causa di problemi legati a concorrenza e liberazione. Dato ciò l’intervento anche sui prezzi gas.
 

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