Fusione nucleare, Enea riunisce a Roma 450 esperti del settore e lancia la sfida per un progetto made in Italy sulle stelle

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 Le novità più rilevanti nel percorso per riprodurre i meccanismi dell’energia delle stelle e garantire una fonte inesauribile, sicura e pulita, in grado di soddisfare consumi energetici in costante crescita. Sarà questo l’argomento al centro della ventiduesima edizione dell’International Conference on Plasma Surface Interactions in Controlled Fusion Devices” che  si terrà per la prima volta a Roma  dal 30 maggio al 3 giugnoCinque giornate, organizzate da ENEA,  in cui 450 tra i maggiori scienziati a livello mondiale nella ricerca sulla fusione nucleare discuteranno nel corso di tavole rotonde e sessioni tematiche. 

“Il  fatto che la Conferenza sul plasma si svolga per la prima volta in Italia è un riconoscimento importante, da parte della comunità scientifica internazionale, dei progressi e dei risultati di assoluto rilievo che abbiamo ottenuto in questo settore. Un contributo significativo per la realizzazione del DTT nel nostro Paese”, spiega in una nota  il ricercatore ENEA Giorgio Maddaluno riferendosi al Divertor Test Tokamak (DTT). Un progetto UE da 500 milioni di euro che si propone di realizzare una macchina sperimentale in grado di fornire risposte scientifiche, tecniche e tecnologiche cruciali nel settore delle fonti energetiche innovative. ENEA lancia la sfida della partecipazione italiana al progetto con l‘idea di sviluppare il DTT in collaborazione con CNR, INFN, CREATE (Consorzio di Ricerca per l’Energia, l’Automazione e le Tecnologie dell’Elettromagnetismo) e molte tra le più prestigiose Università italiane. 

Il governo italiano ha incluso il progetto DTT fra le iniziative da finanziare con i fondi per la competitività recentemente attivati dal “Piano Junker”. “Il DTT made in Italy – sottolinea in una nota Aldo Pizzuto, Direttore del Dipartimento Fusione dell’ENEAsarebbe uno dei laboratori scientifici tra i più importanti al mondo dopo quello per ITER; coinvolgerà oltre 250 tra ricercatori e tecnici e darà impulso all’industria nazionale con impatti significativi sia dal punto di vista occupazionale che di competitività”.

Quello del Divertor Test Tokamak  è solo un esempio dei tanti progetti sul nucleare che vedono il nostro Paese in prima fila. Basti pensare ai programmi internazionali ITER, DEMO, Broader Approach e nell’agenzia Ue Fusion for Energy (F4E). In particolare il Centro Ricerche ENEA di Frascati è coordinatore nazionale per il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), la macchina per la fusione in via di realizzazione in Francia, a Cadarache.

La tecnologia impiegata per il DTT sarebbe la stessa utilizzata per ITER, spma con in più la possibilità di effettuare test con materiali avanzati, grazie a una tecnica brevettata dall’ENEA. L’obiettivo che si vuole raggiungere  è quello  di sperimentare soluzioni innovative lo smaltimento dell’energia nei reattori a fusione, tema centrale dell’evento che si terrà a Roma. 

“DTT rappresenta l’anello di congiunzione tra ITER, il più grande esperimento al mondo che dovrà dimostrare la possibilità di ottenere plasma in grado di sostenere la reazione di fusione, e DEMO, l’impianto dimostrativo il cui scopo principale sarà di produrre energia elettrica dalla reazione di fusione entro il 2050”, spiega in una nota il ricercatore ENEAFlavio Crisanti.

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