Francia, intervento sul prezzo minimo del carbone per promuovere le fer

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Un piano unilaterale relativo al prezzo minimo del carbone per i produttori di energia elettrica. E’ l’iniziativa che il governo francese si è impegnato a portare avanti, ,  come riporta la Reuters, per promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili e ridurre le emissioni di sostanze inquinanti.  

L’attuale contesto economico si caratterizza, infatti, per una maggior redditività delle centrali a gas e a carbone anche se sono più inquinanti.  L’obiettivo sarebbe quello di avere dei prezzi prefissati a livello europeo, ma in mancanza di un’iniziativa dell’UE i francesi hanno cominciato a intervenire sul loro piano di prezzi nazionale. Attualmente, come ha spiegato il ministro dell’Ambiente Ségolène Royale, le ultime cinque centrali che continuano le loro attività in Francia sono in funzione per circa 4000 ore all’anno, rispetto agli impianti a gas che invece si attestano intorno a 1700 ore. 

Il piano si pone come obiettivo quello di ridurre le ore di funzionamento delle centrali a carbone di circa 200 ore l’anno e degli impianti a gas di 500 ore l’anno. In questo modo si eviterebbe l’immissione in atmosfera di circa 12 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. L’utility di stato EDF si è impegnata a chiudere le sue ultime centrali a carbone entro il 2018. Così E.ON rimarrebbe l’unico operatore con centrali a carbone in Francia.  

 

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