Finanziare l’efficienza, la strategia per l’UE

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Per raggiungere gli obiettivi europei al 2020 in termini di efficienza energetica sarebbero necessari investimenti annuali tra i 60 e i 100 miliardi di euro, ma attualmente solo la metà di questo fabbisogno è soddisfatto. Ciò a fronte dei circa 400 miliardi di euro annui che l’UE spende in import energetico.

Sono alcuni dei dati elaborati dall’Energy Efficiency Financial Institutions Group – EEFIG (un gruppo di lavoro costituito a fine 2013 dalla Commissione europea e dall’Environment Programme Finance Initiative delle Nazioni Unite), che ha pubblicato un nuovo report dal titolo: “Energy Efficiency – the first fuel for the EU Economy: How to drive new finance for energy efficiency investments”. Al gruppo di lavoro EEFIG hanno preso parte oltre 120 esperti delle istituzioni finanziarie pubbliche e private, tra le quali, per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti e Unicredit.

In particolare il rapporto identifica i fattori critici di successo, le politiche, gli strumenti di mercato e le soluzioni di finanziamento per aumentare gli investimenti nel campo dell’efficienza energetica in Europa, relativamente ai mercati dell’edilizia, dell‘industria e delle PMI.

Un commento a questo documento, che ha richiesto sedici mesi di lavoro, è arrivato dal Vice Presidente della Commissione Europea Maros Sefcovic: “Investire in misure di efficienza energetica negli edifici, nell’industria e nelle PMI è di fondamentale importanza per l’Europa. Mi sforzerò di garantire che il finanziamento a questi investimenti sia sostenuto dalle nostre prossime politiche e che questo rapporto sarà usato come ispirazione nel nostro ulteriore lavoro“.

Tra le indicazioni del report, quella al Fondo europeo per gli investimenti strategici che dovrebbe mettere al primo posto nella sua azione proprio l’efficienza energetica; fattore ritenuto essenziale anche nel contesto dell’Unione energetica europea.

Non solo, nella sua relazione l’EEFIG identifica la necessità di coinvolgere più gruppi di stakeholder, di favorire l’utilizzo di diversi strumenti finanziari (15 gli esempi) e individua 19 azioni di mercato e politiche consigliate in quattro aree strategiche: mercato, economia, finanza e istituzioni. Tra queste, la creazione di  database open-source e maggiore accesso ai mutui verdi.

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