Fer, Il progetto INGRID indaga le potenzialità delle tecnologie a idrogeno in Puglia

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Favorire la generazione di energia da fonti rinnovabili facendo in modo che venga superata la percentuale dell’80%. Promuovere l’integrazione con le infrastrutture di distribuzione del gas e con l’idrogeno supportando lo sviluppo dei prosumer. Sono questi gli scenari legati al progetto europeo di ricerca INGRID, appena concluso, i cui risultati sono stati presentati oggi a Bari. A fornire un quadro delle ricerche effettuate  sono stati gli otto partner coinvolti, provenienti da quattro Paesi diversi  (Italia, Francia, Belgio e Spagna): Engineering Ingegneria Informatica (coordinatore), ARTI Puglia, e-distribuzione, RSE – Ricerca sul Sistema Energetico e Studio Tecnico BFP per l’Italia; McPhy Energy per la Francia; Hydrogenics per il Belgio e Tecnalia per la Spagna. 

L’impianto sperimentale 

Nell’ambito del progetto è stato realizzato un impianto sperimentale a Troia (Foggia) da 39 MWh costituito da un elettrolizzatore da 1.2MW, un sistema di accumulo dell’idrogeno solido, una cella a combustibile e sistemi ICT di monitoraggio e controllo in tempo reale. L’ area vede la presenza di un moltissimi impianti eolici e fotovoltaici, una situazione in cui a causa sia dei picchi di produzione, sia dell’attuale insufficiente capacità di trasporto delle reti elettriche, l’energia non può essere direttamente resa utilizzabile in loco né essere trasportata. Uno degli elementi chiave del progetto è stato quello dei sistemi di accumulo. 

“Le rinnovabili in pochissimi anni sono diventate la prima fonte energetica, superando le fossili – spiega in nota  Massimo Bertoncini, di Engineering-Ingegneria Informatica Spa, coordinatore del progetto Ingrid – Questo cambiamento del paradigma tecnologico, poco previsto o previsto non in queste proporzioni, impone la ricerca di soluzioni alla discontinuità tipica della produzione di fonti rinnovabili, che possono essere rintracciate nell’integrazione dei sistemi energetici: con Ingrid abbiamo sperimentato l’integrazione possibile tra la rete elettrica, quella del gas e l’idrogeno”.

Le reti intelligenti porteranno benefici se una serie di condizioni di natura tecnologica, regolatoria ed economica saranno soddisfatte – sottolinea in nota Giuseppe Prettico, ricercatore del Centro di ricerca comune della Commissione Europea – Occorre investigare e testare l’integrazione sistemica di soluzioni differenti in situazioni reali e non solo in casi di simulazione: cosa che l’impianto dimostratore di Ingrid permette”

Sula necessità di abbandonare rapidamente le fonti fossili si è soffermato Domenico Laforgia, direttore del Dipartimento dello Sviluppo economico, innovazione, educazione, formazione e lavoro della Regione Puglia che afferma: Alla base dell’economia competitiva che stiamo costruendo, teniamo sempre a mente gli accordi sul clima di Parigi e gli obiettivi di sostenibilità che vi sono stati sanciti. Siamo di fronte a un cambiamento radicale nel modello di energia, che è andato molto oltre le previsioni degli esperti. E quindi oggi occorre credere ed investire in queste nuove tecnologie. In questo nuovo modello energetico di sicuro le Smart Grids giocheranno un ruolo essenziale”. 

Le fer in Puglia 

In Puglia, la capacità installata da fotovoltaico nel 2016 è stata, si legge in nota, pari a 2.490 MW, 16 volte l’obiettivo previsto dal Piano Energetico Regionale (150 MW per il 2016). In generale dal 2000 al 2014, a fronte del raddoppio italiano la produzione di rinnovabili in Puglia il ricorso a questa forma di energia è aumentata di 29 volte.

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