Edilizia off-site, l’innovazione passa per standardizzazione e integrazione

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Un approccio in grado di combinare in maniera efficace la “serialità dei processi industriali” con la “varietà edilizia”, facendo interagire il cantiere con la fabbrica. E’ questo l’orizzonte legato all”edilizia off-site, il tema chiave dell’edizione 2017 di Rebuild, in scena a Riva del Garda il 22 e il 23 giugno. Un’ edilizia, che, come ha sottolineato Thomas Miorin, fondatore di Rebuild, durante la sessione plenaria di apertura dell’evento tenutasi questa mattina, “riduce l’intensità delle lavorazioni in cantiere per spostarla principalmente in fabbrica”, il tutto favorendo un’operatività “snella e circolare, che consente una riorganizzazione delle attività, una maggiore efficienza e una maggiore produttività, attraverso nuove tecnologie e nuove processi.” Quest’approccio, ha aggiunto Miorin, viene utilizzato molto nelle nuove costruzioni, ma sta prendendo piede “anche nella riqualificazione dell’esistente con risultati interessanti”.

Tra i vantaggi legati all’edilizia off- site, ha sottolineato il manager, l’impatto positivo in termini di rispetto dei budget e dei tempi contrattuali, con costi e tempi che si riducono in maniera efficiente. Il concetto è quello di mutuare nel comparto edilizio i modelli operativi vincenti della nostra manifattura che si declina nella standardizzazione dei componenti, nella definizione di processi di acquisto, nell’analisi dei feedback sui processi, tutti elementi che “producono qualità”.

Innovazione e integrazione

Questo trend ha già interessato il modello operativo di diverse imprese nazionali e internazionali che hanno investito in maniera rilevante in nuove tecnologie e processi. Tra queste c’è Bouygues che ha puntato su robotica, automazione, e ingegneria digitale. “Cerchiamo di rendere ogni cantiere un luogo di innovazione”, ha spiegato nel corso dell’incontro Pierre Barrelet, Development and Strategy Director del gruppo sottolineando come sia fondamentale avere un approccio in cui innovazione, marketing, sostenibilità e ricerca e sviluppo siano compenetrati in maniera indissolubile. Tuttavia, ha precisato il manager, “l’off-site non funziona da solo, ma deve essere parte di un sistema più complesso insieme a una logistica integrata, a un’automazione dei processi e a una versatilità della manodopera”.

Le potenzialità per l’edilizia italiana 

A discutere le potenzialità dell’edilizia italiana nel settore off- site sono stati, invece, Maurizio Focchi, ad di di Focchi S.p.a. e Jacopo Palermo, ad di Percassi S.pa. Palermo ha spiegato come l’onda di innovazione che si sta generando nel settore edilizio in questi anni sia legata all’edilizia circolare, di cui l’edilizia offsite costituisce un elemento fondamentale. In questo contesto di edilizia sempre più industrializzata l’esigenza di innovazione si snoderà su due direttrici principali: innovazione di prodotto e innovazione di processo. Secondo Palermo, inoltre, “in Italia sarà difficile arrivare, per ragioni legate alle caratteristiche del patrimonio edilizio esistente e per le esigenze costruttive, ad una realizzazione quasi integralmente off-site”. Questo tipo di approccio comporta, infatti, un modus operandi caratterizzato dall’introduzione di un elemento di programmazione rigida nelle scelte operative, questioni “non facili da gestire”. Tuttavia ha affermato il manager, non si può prescindere da un approccio di questo tipo, perchè “la capacità di riuscire a trasformare, a spostare a monte della catena del valore la produzione, sta diventando un prerequisito per poter rimanere sul mercato”.

Focchi ha invece declinato il tema della prefabbricazione dal punto di vista dell’involucro sottolineando come questo elemento stia assumendo nel settore dell’edilizia un ruolo sempre più rilevante alla luce dell’innovazione tecnologica che ne impatta le performance. In generale, ha spiegato il manager, la prefabbricazione “rende il cantiere più efficiente e i processi più veloci”, inoltre l’attenzione che si dedica in fabbrica alla qualità del manufatto, “è impensabile nel cantiere”. Infine, ha sottolineato il manager ,“ si riescono a realizzare delle geometrie che in cantiere magari non si riuscirebbero a ottenere”.

La sfida in questo settore è duplice per Focchi: da una parte occorre “lavorare su un involucro per renderlo sempre più performante dal punto di vista energetico e del confort ambientale”; dall’altro bisogna “integrare nuove funzioni” e qui il riferimento è al mondo della domotica, dell’iot, dei sensori, innovazioni in grado di promuovere il dialogo tra dispositivi e favorire efficienza.

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