E-car, l’intelligenza arriva prima

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L’intelligenza viene prima della velocità. Questo l’orientamento di IBM che pone “essere smart” come approccio imprescindibile per lo sviluppo delle soluzioni software legate alla mobilità elettrica.

autoelettricaLa considerazione nasce commentando con Carlo Maria Drago, Business Development Executive E&U IBM Italia, il recente progetto varato in Irlanda, in collaborazione con ESB Networks, mirato all’implementazione del sistema IT per la gestione dei punti di ricarica pubblici per i veicoli elettrici in tutto il Paese. L’iniziativa raccoglie l’expertise acquisita nel corso di altre sperimentazioni innovative.

Ripercorriamo con Drago il processo che ha portato la società a sviluppare una piattaforma per la gestione commerciale e tecnologica della ricarica per auto elettriche. “Una evoluzione in tal senso l’ha segnata il progetto realizzato nel 2009 in Danimarca in partecipazione con Edison, finalizzato allo sviluppo di un’infrastruttura intelligente per rendere possibile l’adozione, su larga, di veicoli elettrici alimentati da energia sostenibile, già allora molto diffusa nell’area. L’obiettivo del progetto o meglio la visione iniziale, era collegare la disponibilità di energia da fonti rinnovabili, soprattutto l’eolico off- shore, a forme di storage distribuito, nelle batterie delle auto elettriche.

Di fatto la batteria quando si connette alla rete, assorbe energia ed una volta che è carica, potenzialmente rappresenta un accumulo”. Se considerate la batteria di una e-car come uno storage, vuol dire che la rete può riprendere l’energia dalla macchina? Ipotizziamo che mentre la macchina è ferma per una lunga sosta di ricarica ci sia una necessità di picco di energia. A seconda della quantità richiesta, posso valutare se, piuttosto che attivare una centrale idroelettrica o a gas, sia sufficiente riprendere dalle auto in carica in lunga sosta l’energia di cui ho bisogno. Una volta terminato il momento di richiesta extra di energia si ricarica il veicolo.

Il processo viene gestito dalla intelligenze della rete, non dalla singola auto, per questo è fondamentale la combinazione della gestione delle potenze e dei trend di consumo con la conoscenza delle abitudini dell’utente. Da qui abbiamo iniziato a valutare l’auto elettrica come target studio, quindi un mezzo con problemi di ricarica, di mobilità, di cliente finale e quant’altro. Nei progetti successivi ci siamo orientati verso le problematiche dell’utente rispetto i tempi e i modi di fruizione della ricarica.

Abbiamo quindi iniziato a sviluppare ulteriori facility di comunicazione tra la rete ed auto includendo i clienti finali. Su questa tematica vertono i progetti con la EKZ in Svizzera con il cantone di Zurigo ed in California con American Honda Motor Co,. Inc. e Pacific Gas and Electric Company. Nel caso svizzero è stato predisposto il trasferimento di informazioni rispetto il livello di caricamento della batteria, la posizione e la fonte di energia. Il dispositivo trasmette i dati tramite una rete cellulare a un cloud IBM basato su IBM BladeCenters che eseguono DB2 e WebSphere. Questa funzione oltre ad offrire un servizio al cliente finale, produce informazioni relative alla generazione e al consumo energetico ai fornitori di servizi di pubblica utilità. “L’ultimo progetto in ordine temporale, quello irlandese appunto, allarga la prospettiva delle potenzialità della ricarica considerando oltre agli aspetti di gestione tecnica, l’integrazione degli usi commerciali, di fatturazione e di roaming degli operatori”. Quindi il driver principale dei prossimi obiettivi IBM a medio termine nella mobilità è la velocità? Il driver principale è rendere questo sistema complesso, intelligente o meglio trasformare in intelligente e agevolmente fruibile un sistema estremamente complesso. Per questo la velocità di ricarica non è il nostro primo obiettivo anche se ci è evidente come sia strategica per il lancio della e-car elettrica, d’altronde se la ricarica veloce dovesse avere successo, servirebbe ancora più intelligenza per gestirla, considerando le molte variabili su cui va ad inficiare. In autostrada domani mi fermerò per un caffè o per pranzo in base a quanto sarà veloce la ricarica e a come l’intelligenza della rete mi avrà supportato nello scegliere una colonnina libera. Saremo felici di privilegiare la ricarica veloce, ma se non dovesse arrivare avremo un sistema stabile in grado di lavorare con intelligenza su altre tipologie di ricarica. Per non escludere nulla noi intanto stiamo studiando una modalità di batteria a lunga percorrenza per le auto elettriche.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE e direttore editoriale del Gruppo Italia Energia.