Impatto ambientale: non è solo colpa dell’uomo

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A dirlo è Eric Lambin, docente alla Stanford University californiana e alla Université Catholique belga, che quest’anno ha vinto il premio Volvo per l’ambiente.

Utilizzando l’approccio people-to-pixel, già applicato negli anni Ottanta allo studio dell’Africa subsahariana, il professore ha sfruttato le immagini satellitari per dimostrare l’esistenza del legame tra lo sfruttamento del suolo e, ad esempio, le dinamiche legate alla domanda di biocarburanti.

Materie umanistiche e scientifiche qui si incontrano: anche trattando il tema della deforestazione Lambin ha provato come non si possano incolpare unicamente gli effetti (a cascata) delle attività umane. A testimonianza del suo lavoro la finta re-forestazione del Vietnam, stato in cui, il legname trattato, viene importato dai vicini Cambogia e Laos, passivi del disboscamento.

Studiare, quindi, cosa impatta negativamente l’ambiente ci consentirà di preservare anche la nostra felicità, perchè negare l’effetto benefico sull’uomo della natura è “insostenibile”.

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