Danni ambientali, il loro impatto non è compensato

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Gli esseri umani sono in grado di danneggiare l’ambiente circostante ad un ritmo talmente veloce da superare quello necessario per assorbire l’impatto. E’ quanto emerso, secondo quanto riportato dal Guardian, da uno studio realizzato dalle Nazioni Unite in cui si sottolinea come senza un impegno radicale nell’introduzione di politiche precise a tutela dell’ambiente il livello di prosperità raggiunto attualmente da milioni di persone nel mondo non potrà essere mantenuto o esteso alle fasce più povere.

Lo studio ha coinvolto 1203 tra scienziati, centinaia di istituzioni scientifiche e più di 100 Governi nel mondo raggruppati all’interno Programma di tutela Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP). Dai dati emerge come la scarsità di acqua sia una delle problematiche più gravi nelle zone più povere della Terra che influisce sulla nutrizione di una  popolazione di milioni di persone. A danneggiare le fonti idriche fonti come l’aumento dei livelli di consumo, di degrado delle terre, il cambiamento climatico. 

 In generale, in base allo studio, si può affermare che il tasso di danni per l’ambiente naturale è in aumento a livello globale, nonostante gli sforzi  volti a convincere i governi ad adottare misure per migliorare la condizione delle risorse naturali vitali, come l’acqua, la terra e il mare.

 Secondo la ricerca le misure principali per contrastare le cause dei danni ambientali non sono state ancora prese. Iniziative per ridurre l’inquinamento come le modifiche ai veicoli, la limitazione dei danni agli ecosistemi marini (che hanno effetti sugli stock ittici), il degrado di terreni agricoli legati alle metodologie agricole moderne. 

Dati negativi anche per la produzione del globale di carbonio che continua a salire influenzando il clima e facendo aumentare siccità e inondazioni.

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