Cyber-security, come si muove la Ue

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covere7La crescita delle reti intelligenti e la loro diffusione su tutti i territori europei apre diversi interrogativi sulla loro gestione, l’interoperabilità tra sistemi e la ricerca di standard condivisi. Ma per tutti questi interrogativi c’è un comun denominatore: gestire la sicurezza per la mole di dati che le nuove reti sono in grado di produrre e trasmettere.

Per far fronte a questo cambiamento, a Bruxelles è stato istituito un gruppo di lavoro denominato ‘Smart grid coordination group’: obiettivo, affrontare e stabilire i parametri entro cui si devono evolvere le reti intelligenti. L’iniziativa vede il coinvolgimento dei tre gruppi di interesse legati allo sviluppo delle infrastrutture: standard elettrici, telecom e IT. Laurent Schmitt, coordinatore del gruppo smart grid Information security, ne parla a e7 nel focus di apertura del nuovo numero.

L’Europa infatti ha iniziato da tempo un lavoro di coordinamento e dialogo tra diversi gruppi di interesse coinvolti nello sviluppo delle reti intelligenti. Lo Smart grid coordination group, spiega Schmitt, è strutturato secondo quattro filoni di analisi: standard; architettura di rete (proprio di recente hanno pubblicato uno documento interessantissimo denominato SGAM); sicurezza, interoperabilità, spiega Schmitt che, nello specifico, in quanto coordinatore del gruppo sulla cybersecurity, partecipa anche agli altri quattro board.

Per garantire appieno la sicurezza dei dati è necessario effettuare un corretto studio delle architetture di sistema, aggiunge ed è importante che le grid siano pensate in modo tale da evitare rischi dannosi per i cittadini e l’economia come blackout di sistema.

“Dobbiamo inventare tecnologie che ci proteggano da questi rischi e che siano in grado di fronteggiare anche nuove esigenze e a tentativi di danneggiamento o cattivo uso dei dati”, conclude il rappresentante Ue.

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