Cogenerazione: investire nella ricerca per fare innovazione

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1Il Gruppo 2G è una multinazionale tedesca quotata in borsa dal 2007, al suo interno ha un ramo aziendale con 40 persone impiegate in ricerca e sviluppo, che cercano soluzioni sempre nuove ed efficienti da proporre al mercato”. Nello specifico, “2G Drives e la divisione che fa R&S su diverse tecnologie di ottimizzazione del rendimento e del funzionamento dei motori a combustione interna, che sono al cuore dei cogeneratori. Grazie agli ingenti investimenti effettuati, i moduli 2G oggi garantiscono rendimenti elettrici in media del 5/7 per cento più elevati della media di mercato ed economizzano il 75% del consumo di olio lubrificante, offrendo un conto economico decisamente più sostenibile anche nelle applicazioni che richiedono potenze limitate, sia alimentate a biogas che a gas naturale”.

 

A dare il senso del valore posto sugli investimenti in ricerca e sviluppo è Pietro Bertelli, Amministratore di 2G Italia, incontrato a Rimini nel corso della manifestazione Ecomondo Key Energy. Una realtà presente in Italia dal 2011 che conta oggi 90 impianti in funzione, che vanno dai 50 kW a gas naturale fino a 1 MW in aziende zootecniche.

 

In periodo di crisi, quali sono le aziende che maggiormente si avvicinano alla cogenerazione? “Qualsiasi tipo di industria con fabbisogno di energia termica ed elettrica può pensare alla cogenerazione. Ad esempio, abbiamo collaborato con Curti costruzioni meccaniche per realizzare un impianto di trigenerazione”. Un caso particolare perché “dimostra che la cogenerazione a gas naturale offre ritorni interessanti anche per utenti che non fanno uso dell’energia termica nel loro processo produttivo. Questo apre un mercato potenzialmente molto ampio in un Paese come l’Italia che possiede la seconda base industriale manifatturiera d’Europa”.

 

Anche i grandi siti sono un forte mercato per la cogenerazione. Nel caso di 2G, “abbiamo installato presso l’aeroporto di Brema, tra i più trafficati d’Europa, un modulo da 400 kW con recupero di calore spinto, visto che l’applicazione recupera anche il calore di circuito a bassa temperatura dell’intercooler, cosa che solitamente non avviene”.

 

Infine, un impianto di “quadri-generazione”, spiega Bertelli, “realizzato per Lactoproct, dove abbiamo installato un motore da 1,5 MW con produzione di vapore a 180 gradi, acqua calda a 90 gradi, acqua fredda ed elettricità. Il tutto in un container unico di 12 metri per 12, che in realtà riunisce quattro container”.

 

Se il mercato degli impianti e dei motori discrimina fortemente su prestazioni e innovazione di prodotto (la G-Box da 50 kW elettrici e 100 kW termici è uno dei prodotti di punta presentati a Rimini in questo senso da 2G), molto del business si gioca anche sul network di manutenzione e assistenza che accompagna il ciclo di vita delle applicazioni.

 

Il mercato della manutenzione è molto importante – conclude Bertelli – serve un servizio molto qualificato post vendita e in quest’ottica 2G sta investendo. Abbiamo 10 tecnici e un magazzino ricambi a Verona, dove c’è la nostra sede Italia, e una rete di assistenza distribuita sul territorio italiano in base all’installazione delle nostre macchine”.

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Antonio Jr Ruggiero
33 anni, nato ad Avellino, giornalista professionista, laurea in comunicazione di massa e master in giornalismo conseguito all’Università di Torino. È direttore delle riviste CH4, EIDOS e Italia Energia. In precedenza ha lavorato nel settore delle relazioni istituzionali e ufficio stampa, oltre ad aver collaborato con diversi media nazionali e locali sia nel campo dell’energia sia della politica. È vincitore di numerosi premi giornalistici nazionali e internazionali.