Tra gli effetti del cambiamento climatico ci sono, come ormai tutti sappiamo, lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei livelli del mare, la diffusione di siccità e nubifragi. Tuttavia, come si legge in un articolo di Bloomberg, l’aumento delle temperature su scala globale potrebbe influire anche su un altro aspetto: la diffusione dei topi nelle città. Avere infatti inverni ed estati con temperature più elevate creerebbe un ambiente favorevole alla riproduzione di questi animali.

Ritmi di riproduzione

Ma quali sono i ritmi di riproduzione di questi animali? Innanzitutto i topi hanno periodi di gestazione molto corti, pari circa a venti giorni. Inoltre si possono verificare fino a 5 parti per anno, con circa 7 piccoli nuovi nati. Ciò di traduce in 55 ratti all’ anno per ogni femmina.

Geni più resistenti

Inoltre, secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One, come si legge sul sito francese sciencepost, un altro elemento da tenere in considerazione è il fatto che i ratti odierni sono molto più resistenti a livello genetico alle attuali metodiche di derattizzazione messe in atto nelle città.

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