Raccolta RAEE, Longoni (CdC RAEE): “Nel 2016 +8%, ma ancora lontani da obiettivo UE”

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Il recupero e il trattamento dei RAEE cresce. Nel 2016 Il Centro di Coordinamento RAEE ha registrato un aumento del +8,75% pari a 385.273 tonnellate complessive. Per il 79% di provenienza domestica, ovvero 281.956 ton, e per il 21% RAEE professionali, 76.317 ton.

Questi i numeri del secondo rapporto “Gestione ei RAEE” elaborato dal CdC RAEE e presentato ieri a Milano.

Circa 281.956 ton di origine domestica, si precisa nel rapporto, sono state trasportate dai sistemi collettivi associati al CdC RAEE agli impianti di trattamento italiani ed esteri. Per la maggior parte si è trattato del Raggruppamento 2-Grandi Bianchi, che ha registrato una crescita del +24,9% pari a 86.480 ton complessive, e del Raggruppamento 1-Freddo e Clima, anche qui in aumento del +5,9% per un totale di 76.950 ton.

Risultati soddisfacenti, come commentato da Fabrizio Longoni, DG del CdC RAEE: “Dalla seconda edizione del rapporto sulla gestione dei RAEE emerge un resoconto molto positivo delle attività messe in campo dal 2016 ad oggi da tutti gli operatori coinvolti nella gestione e nel trattamento di questa particolare tipologia di rifiuti, che consentono di rendere operative le previsioni contenute nell’Accordo sul Trattamento dei RAEE”.

Numeri positivi che, però, “non sono stati sufficienti a raggiungere il target europeo di ritorno del 45% rispetto alle AEE immesse sul mercato fissato nel 2016”, ha precisato Longoni. Colpa, anche, si legge in nota, dei quantitativi di RAEE generati che non sono correttamente identificati e sfuggono al sistema di gestione, alimentando il traffico illegale dei rifiuti. Soprattutto in vista dell’obiettivo comunitario del 65% entro il 2019 per il quale “la strategia del ‘fare sistema’ è vincente e va perseguita con determinazione”. Per i RAEE domestici e professionali, inoltre, bisognerà incrementare “le attività di chi ha il compito di effettuare la raccolta. L’impiantistica italiana è pronta ad affrontare la sfida di un incremento dei volumi da gestire”.