Cambiamento climatico, “pochi poteri all’ente britannico che se ne occuperà nel post-brexit“

La denuncia del partito Laburista

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Secondo il partito Laburista, come riporta il Guardian, i ministri britannici starebbero “deliberatamente” limitando i poteri dell’organo che sarà preposto a vigilare sugli impegni del Regno Unito per fronteggiare il cambiamento climatico.

Un ente preposto agli obblighi green

Lo scorso gennaio il primo ministro inglese Theresa May ha parlato dell’introduzione di un organismo che avrà tra i suoi poteri quello di controllare l’operato dei ministri e gli adempimenti legati alla loro funzione. Questo ente, con funzione di “cane da guardia”, si legge sul Guardian, non avrà però alcun potere nella lotta al climate change. E questo nonostante il Paese abbia subito quest’estate gli effetti di numerosi incendi e di un‘ondata anomala di caldo. Problemi che hanno destato non poche preoccupazioni a livello di opinione pubblica.

Brexit non deve indebolire leadership di Regno Unito su Climate change

In particolare Matthew Pennycook, portavoce della Brexit laburista, ha dichiarato al Guardian: “La nostra adesione all’UE è stata fondamentale per fornire e far rispettare le riduzioni delle emissioni nel Regno Unito. Nella scelta di escludere il cambiamento climatico dal mandato del loro “cane da guardia” ambientale, i ministri stanno deliberatamente indebolendo gli strumenti che dobbiamo tenere in considerazione. Il processo legato alla Brexit non può essere utilizzato come copertura per abbattere la leadership del Regno Unito sui cambiamenti climatici”.

Associazioni ambientaliste preoccupate

Preoccupate anche le associazioni ambientaliste inglesi che sottolineano l’importanza di perseguire una politica che ponga al centro la riduzione delle emissioni e la produzione di un’energia più pulita.

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