Cambiamenti climatici: Lima, no alla passerella politica

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Lima, Perù. In occasione della ventesima Conferenza delle Parti, lo scorso 1° dicembre circa 4.000 delegati provenienti da 196 paesi si sono incontrati per il vertice ONU sul clima. Anticipazione di quello parigino, il summit peruviano costituisce un’occasione importante per chiudere gli accordi vincolanti sulla riduzione delle emissioni dannose.

Ma l’evento rischia di non rispondere alle richieste urgenti che vengono direttamente dall’ambiente e di non produrre un documento sostitutivo a quello di Kyoto. Il senatore Gianni Girotto denuncia: “Auspichiamo che il ministro dell’Ambiente Galletti, rappresentante per l’Europa al vertice insieme al commissario europeo Miguel Arias Canete, non trasformi l’evento in una passerella politica. Gli obiettivi fissati dall’Europa sono un segnale positivo ma non sufficiente per trasformare il pianeta e far crescere l’occupazione dentro un’ottica di economia verde. Il “low carbon” e l’incremento delle rinnovabili è un obiettivo non più rinviabile”.

Impellente la necessità di superare l’accordo bilaterale sul clima Usa-Cina e dismettere gli investimenti nelle fossili nel più breve tempo possibile per permettere all’industria energetica di non subire forti ripercussioni economiche nel prossimo futuro.

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