Boeing, negli Emirati Arabi un “pilota” per il biofuel

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Salicornia 2 CopiaA pochi giorni dal rinnovato impegno del colosso mondiale dell’aerospazio in tema di biocarburanti, Boeing annuncia di aver avviato una collaborazione con gli Emirati Arabi per ricavare biofuel dalle piante del deserto cresciute con acqua di mare. Secondo i ricercatori della società, infatti, dai semi delle “alofite” (vegetali in grado di insediarsi su terreni salini o alcalini) sarà possibile produrre biocarburanti in modo più efficiente rispetto a qualsiasi altra materia prima.

A seguire la sperimentazione sarà l’Istituto di ricerca sulla bioenergia sostenibile fondato da Boeing, insieme a Ethihad Airways e Honeywell, e affiliato all’Istituto di Scienza e Tecnologia Masdar di Abu Dhabi. Il progetto pilota prevede la creazione di un ecosistema sperimentale piantando due coltivazioni di alofite nel terreno sabbioso di Abu Dhabi; i rifiuti marini costituiti da pesci e gamberi nutriranno le alofite che filtreranno l’acqua che attraverserà distesa di mangrovie prima di confluire in mare. Alofite e mangrovie potranno essere utilizzate per produrre biocarburante per aviazione.
“Questo progetto può aver e un impatto globale, dal momento che il 97% dell’acqua sulla Terra è costituita dagli oceani e il 20% del suolo è costituito da deserti”, ha dichiarato il direttore dell’Istituto, Alejandro Rios. Intanto, il 18 gennaio Etihad Airways ha condotto un volo dimostrativo con un Boeing 777-300ER alimentato in parte da biofuel prodotto negli Emirati Arabi e il giorno successivo, insieme a Boeing e altri stakeholder, ha lanciato l’iniziativa “BIOjet Abu Dhabi: Flight Path to Sustainability” focalizzata sulla ricerca sul biocarburante, sulla produzione di materie prime e sulle capacità di raffinazione.

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