Biogas, il rinnovabile da 7,3 miliardi di euro

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Il biogas come energia rinnovabile dall’amplia ricaduta occupazionale, questo il messaggio che il CIB – Consorzio Italiano Biogas – lancia a Milano presso il Museo della Scienza lo scorso 29 settembre. Secondo una ricerca svolta da Althesys, il potenziale del settore al 2030 corrisponde a 7,3 miliardi di euro per una potenza installata di 2300 Mwh, il doppio di quella attuale (su circa 1200 impianti a biogas agricolo).

E i numeri sembrano dargli ragione, basti pensare che il valore aggiunto nel solo 2013 ammonta a 347,5 milioni di euro con 2695 occupati diretti. Il comparto promette ulteriori sviluppi, difatti negli ultimi 5 anni il numero di impianti è cresciuto del 490%, mentre la potenza installata è aumentata del 267,4%, raggiungendo gli 8 mila GwH, il 10,45 per cento del totale Fer.

Tali prospettive secondo Piero Gattoni, presidente del CIB, vedono una evoluzione del ruolo dell’impresa agricola verso una “biogas refinery”, difatti secondo il presidente: “attraverso i principi del biogas ‘fatto bene’, l’imprenditore agricolo sarà in grado di produrre energia elettrica, termica, biocarburanti, bio plastiche e fertilizzanti, valorizzando i reflui e gli scarti d’agricoltura”. Per far ciò il CIB evidenzia la necessità di una risposta chiara del Governo per sciogliere quelli che  Gattoni definisce “nodi irrisolti” del settore legati alla approvazione delle norme tecniche sul biometano, la classificazione unica sul digestato e una stabilizzazione del sistema fiscale per il settore.

Intanto in sede di evento una prima risposta l’ha data Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura: “Il Mipaaf  lavorerà per concludere gli iter normativi di alcuni punti determinanti per lo sviluppo della produzione di biometano. Il Ministero sta lavorando per regolamentare l’uso agronomico del digestato, una grande risorsa per l’agricoltura organica, e stabilizzare l’attuale sistema di fiscalità applicata alle aziende produttrici di biogas“.

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