Asia, elevato uso del carbone potrebbe ridurre le piogge

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Nonostante la sempre maggiore diffusione a livello mondiale delle rinnovabili il carbone resta in Asia la fonte primaria di energia elettrica con conseguenze rilevanti in termini di emissione di diossido di zolfo (soprattutto in Cina e India), sostanze che innalzano la concentrazione di aerosol di solfato in atmosfera. Questi aerosol  non solo mettono in pericolo la salute pubblica nella regione, ma incidono sul cambiamento climatico locale e globale.  Uno studio del MIT ha analizzato le possibili prospettive a livello globale, in merito alla concentrazione di questi aerosol, in caso di scelte legate all’adozione di una sempre più rilevante scelta del carbone come fonte energetica in Cina e India e, in maniera opposta, e quella di virare verso energie green come eolico e fotovoltaico. 

 Secondo la ricerca, come si legge sul sito del MIT (Massachussets Institute of Technology), un incremento dell’uso di carbone avrebbe effetti rilevanti sul clima sia a livello locale sia a livello globale. L’aumento dei livelli di aerosol avrebbe un effetto di raffreddamento di grandi dimensioni in tutto l’emisfero settentrionale. Un raffreddamento significativo sarebbe anche sentita soprattutto in Asia meridionale e orientale.

Tra gli effetti ipotizzati dallo studio la capacità degli aerosol di indebolire diversi sistemi monsonici importanti, sopprimendo le precipitazioni su vaste masse di terra, un’azione legata alla compensazione del riscaldamento. In particolare l’ipotesi sarebbe quella di una riduzione delle precipitazioni in gran parte dell’Asia, in particolare Asia orientale ( compresa la Cina ) e l’Asia meridionale ( tra cui India ), e un effetto a distanza che porta a un possibile aumento delle precipitazioni in Australia, nonché una soppressione delle precipitazioni nella regione africana del Sahel. 

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