amianto

L’amianto causa ogni anno 6 mila morti in Italia, a livello globale, invece, il dato cresce fino a 107 mila. E’ quanto emerge dal  “Libro Bianco delle morti di amianto in Italia” firmato dal presidente dellOsservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni e presentato oggi a Roma durante una conferenza. L’incontro, moderato da Leonardo Iacovelli, Segretario Generale Confassociazioni Ambiente, ha visto la presenza di Antonio Giordano (Università di Siena e Temple University di Philadelphia), Mauro Roberto Benvenuti (Direttore U.O.C. Chirurgia Toracica Spedali Civili Brescia) e i componenti del comitato scientifico ONA Luciano Mutti (Presidente Gruppo Italiano Mesotelioma), Marcello Migliore (Università di Catania), Nicola Forte (fiscalista, docente e giornalista pubblicista), Antonio Persici (Presidente Confassociazioni Ambiente) e l’On. Alberto Zolezzi della Commissione Ambiente.

Amianto, killer silenzioso

L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie)”, spiega Bonanni in una nota. In particolare1.900 sono casi di Mesotelioma, 600 di Asbestosi (stima conforme a quella dell’INAIL); 3.600 di Tumori polmonari (40.000 nuovi casi ogni anno in Italia, circa 33.000 decessi)”. 

Dati per singola patologia

L’INAIL – ha proseguito il presidente ONA – calcola quelli di origine professionale tra i soli assicurati nella misura del 5-7% di tutti i tumori polmonari, un range da 2.000 a 2.800, cui debbono essere aggiunti i tumori del polmone da amianto causati in danno di chi non è assicurato – per esempio i militari – e per le esposizioni non professionali, e poi di coloro che non fanno denuncia all’INAIL per un totale di 6mila decessi solo nel 2017, non tenendo conto di tutte le altre patologie amianto”.

Amianto da bonificare

La situazione non migliora se si prendono in considerazione i dati relativi all’amianto ancora da bonificare nel nostro Paese. Nello specifico ammonta a 32 milioni di tonnellate la quantità di amianto compatto (di cui 36,5 milioni di metri quadrati di coperture), mentre quello friabile  è pari a 8 milioni di tonnellate.

Edifici, scuole e ospedali

Sono invece circa 1 milione i siti contaminati, tra cui edifici pubblici e privati. Si attestano invece a quota 2.400 le scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto – la stima è stata confermata dal CENSIS – 31.05.2014). Gli  alunni esposti a questo materiale cancerogeno sono più di 352.000 mentre per il   personale docente e non docente il dato è pari a 50.000 persone.

Rete idrica

Se si prende in considerazione invece la rete idrica emerge come ci siano ben 300.000 km di tubature con presenza di materiale contenenti amianto rispetto alle 500.000 totali (va tenuto conto che la maggior parte sono stati realizzati prima del 1992, quando l’amianto veniva utilizzato in tutte le attività edili e costruttive).

Amianto, Costa: “Necessaria cabina unica di regia”

Sui dati emersi dall’Osservatorio è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha sottolineato l’importanza di una cabina unica di regia per affrontare la questione.“Come Ministro dell’Ambiente propongo una cabina di regia unica sull’amianto. E’ arrivato il momento di dare delle risposte: sulla mappatura, sul monitoraggio, sulle bonifiche, sulla ricerca”, ha detto il ministro in una nota.

Un dramma sanitario, sociale e umano

“Ben vengano le iniziative di associazioni come l’Ona che richiamano l’attenzione su questo dramma in atto nel Paese. Un dramma – ha aggiunto il ministro – che riguarda migliaia di persone sotto il profilo sanitario, previdenziale, lavorativo, sociale e chiaramente umano. I numeri ci dicono che circa 32 milioni di tonnellate di amianto sono ancora sparse per il Paese. Ci sono zone d’Italia dove la mappatura non esiste. Scuole, ospedali, edifici pubblici in generale: in molti casi è ancora presente l’amianto”.

La legge sull’amianto è rimasta inascoltata e inapplicata

La legge che ha messo al bando l’amianto in Italia – ha sottolineato Costa – ha più di 25 anni. Una legge all’epoca innovativa e all’avanguardia, ma che oggi mostra i segni dell’età. Soprattutto, una legge che per una parte importante è rimasta inascoltata e inapplicata. Nella scorsa legislatura – ha continuato il ministro –  c’era stato il tentativo di approntare un testo unico che riunisse la normativa sull’amianto: tra leggi regionali e nazionali ce ne sono più di 400. Quel testo unico, che aveva molti limiti ma anche dei pregi, non ha visto la luce”.

Mettere in campo le migliori tecnologie

Dobbiamo mettere in campo le migliori tecnologie – ha concluso il ministro Costa – e lavorare con i progetti di eccellenza italiani in questo settore. Non possiamo più aspettare. I cittadini non possono più aspettare. Chiederemo a ognuno di fare la propria parte: gli altri dicasteri interessati, gli amministratori pubblici, gli imprenditori, le associazioni e il servizio sanitario”.

 

 

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