AEEG: restituiti 55 milioni dai gestori idrici e “black list” per gli inadempienti

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aeegL’11 aprile 2014 sarà una data da ricordare, perché è il giorno in cui l’AEEG “ha stabilito la restituzione ai consumatori di 55 milioni di euro da parte di 71 gestori del servizio idrico”.

Agli inizi di dicembre l’autorità aveva già intimato, ai soggetti che non avevano ancora provveduto, di individuare entro 30 giorni l’importo da restituire agli utenti. Trascorsa questa scadenza, la stessa Autorità avrebbe determinato forfettariamente il rimborso a carico degli enti d’ambito inadempienti. E così è stato.

Questa restituzione – spiega la nota stampa – è relativa al periodo di circa cinque mesi intercorso fra l’abolizione della remunerazione del capitale a seguito del referendum, il cui esito è stato proclamato il 21 luglio 2011, e l’introduzione dal 1 gennaio 2012 della nuova tariffa calcolata secondo i criteri approvati dall’Autorità. Le società di gestione interessate dovranno accreditare l’importo ai circa 11 milioni di utenti domestici coinvolti già nella prossima bolletta dell’acqua”.

Inoltre, “alla delibera sono stati allegati gli elenchi degli Enti d’Ambito che hanno rispettato i tempi e le modalità di calcolo dei rimborsi secondo i criteri indicati dall’Autorità, ma anche una sorta di ‘black list’ degli Enti d’Ambito che non hanno mai risposto al regolatore”.
 Il provvedimento non ha invece ricadute per le società che applicano il cosiddetto metodo ‘ex Cipe’ in quanto non prevedeva la remunerazione del capitale investito”.
In particolare, “l’importo oggetto di rimborso è riferito ai circa 5 mesi trascorsi dall’esito del referendum fino all’entrata in vigore, il 1 gennaio 2012, del metodo tariffario transitorio con il quale, tra i criteri di calcolo individuati per la determinazione delle tariffe, l’Autorità esclude la remunerazione del capitale investito”.

“La somma restituita – continua la nota – è stata calcolata prendendo come riferimento la remunerazione del capitale investito indicata dai Piani degli Enti d’Ambito per il periodo 21 luglio – 31 dicembre 2011, al netto degli oneri finanziari e fiscali effettivamente sostenuti e degli accantonamenti per la svalutazione crediti nella misura ritenuta efficiente. Ciò nel pieno rispetto del principio del full cost recovery indicato dalle normative europee e confermato dalla Corte Costituzionale”.

Questo è l’”atto” con cui  si conclude il percorso della procedura, avviata lo scorso anno con la delibera 38/2013/R/IDR, per la definizione dei criteri di calcolo degli importi da restituire per la remunerazione del capitale investito.

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