Inasprimento dei tetti massimi per alcuni inquinanti (ad es. piombo) e per i batteri nocivi. Introduzione di nuovi limiti per alcuni interferenti endocrini. Monitoraggio dei livelli di microplastica. Queste sono solo alcune delle misure contenute nella relazione adottata oggi dai parlamentari UE con 300 voti favorevoli, 98 contrari e 274 astensioni. Il Parlamento avvierà i negoziati con il Consiglio non appena i ministri dell’UE avranno stabilito la propria posizione.

Garantire l’accesso all’acqua

Nel testo, spiega una nota, viene introdotto il dovere per gli Stati Membri di “garantire l’accesso universale all’acqua pulita e migliorare l’accesso all’acqua nelle città e nei luoghi pubblici, attraverso la creazione di fontane gratuite, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vista tecnico e proporzionato all’esigenza di tali misure”. La relazione menziona inoltre la richiesta di fornire acqua del rubinetto gratuitamente o a basso costo nei ristoranti, nelle mense e nei servizi di ristorazione.

Supportare i gruppi vulnerabili

I deputati hanno inoltre sottolineato “la necessità che gli Stati membri si concentrino anche sulle esigenze dei gruppi vulnerabili della società in termini di accesso all’acqua”. Si tratta di un tema già affrontato nella risoluzione sull’iniziativa popolare “Right2Water”. Nello specifico viene richiesta l’identificazione delle persone senza accesso, o con accesso limitato alla risorsa, compresi i gruppi vulnerabili ed emarginati. Il tutto con l’obiettivo di mettere in atto delle misure mirate per migliorare le loro condizioni. Tra i punti chiave c’è anche quello di un’informazione chiara sulle modalità di  allacciamento alla rete di distribuzione o sui modi alternativi di accesso all’acqua potabile.

Acqua, tema importante per il futuro dell’umanità

Il modo in cui utilizziamo l’acqua definisce il futuro dell’umanità – commenta in una nota il relatore del povvedimento Michel Dantin (PPE, FR) è chiaro che tutti dovrebbero avere accesso ad acqua pulita e di buona qualità e noi dovremmo fare del nostro meglio per renderla il più possibile accessibile a tutti. Insistere affinché i Paesi assorbano i costi attraverso i loro bilanci statali va contro le tradizioni nazionali esistenti ed è solo un miraggio perché, alla fine, è sempre il contribuente che paga il conto”.

Microplastiche all’interno dell’organismo

Sempre in tema di microplastiche, un nuovo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Medicina di Vienna e dell’Agenzia per l’ambiente Austria, mostra come queste particelle siano presenti all’interno dell’organismo degli esseri umani. La ricerca ha coinvolto un gruppo di partecipanti provenienti da paesi quali Finlandia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Regno Unito e Austria e ha sfruttato una nuova procedura anlitica. Nello specifico è stata valutata la presenza di dieci tipi di plastica nelle feci dei membri del campione. Sono state scoperti frammenti di questo materiale in nove diverse dimensioni che arrivano fino a 500 micrometri. Le tipologie più comuni sono risultate il polipropilene (PP) e il polietilentereftalato (PET).

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