Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications ha mostrato come la zona del pianeta più colpita dalle ondate di calore estreme nei prossimi 100 anni sarà la Cina settentrionale. Si tratta di ondate di calore umide che, come spiega il Guardian nel riportare la notizia, possono arrivare a uccidere anche persone sane nel giro di poche ore. A causa dei cambiamenti climatici questi fenomeni interesseranno l’area in maniera ripetuta entro la fine del secolo se non si interviene in maniera radicale sulla riduzione delle emissioni inquinanti.

Il WBT,  (Wet Bulb Temperature)

La ricerca, per valutare l’impatto del cambiamento climatico su calore e umidità,  ha concentrala sua attenzione su un parametro denominato Wet Bulb Temperature (WBT), in grado di fissare il limite oltre il quale la combinazione di calore e umidità risulta mortale per gli esseri umani. In particolare quando il valore si attesta sui 35° l’organismo non riesce più ad abbassare la sua temperatura attraverso il sudore e anche chi si trova all’ombra può morire nel giro di 6 ore.

Il periodo critico tra il 2070 e il 2100

Secondo lo studio nella parte settentrionale della Cina si potrebbero avere, se non si interviene sul fenomeno del climate change, dei valori ripetuti di WBT oltre la soglia dei 35°  nel periodo compreso tra il 2070 e il 2100. Gli scienziati hanno spiegato inoltre come Shanghai, ad esempio, potrebbe superare il valore limite di WBT ben centinaia di volte, un pericolo che rimarrebbe comunque anche se le emissioni di gas serra fossero limitate in maniera rilevante. Già nel 2013 una forte ondata di caldo aveva interessato Shanghai per 50 giorni, un periodo durante il quale la temperatura aveva battuto il record mai registrato in 141 anni.

Print Friendly, PDF & Email