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Efficienza energetica, nel 2016 spesi 6,13 mld di euro (+ 8% sul 2015)

Un mercato caratterizzato da un “dinamismo interessante” che nel 2016 “si è attestato a  6,13 miliardi di euro, confermando il trend positivo degli ultimi 5 anni”, con una crescita che si è sostanzialmente stabilizzata su buoni livelli (+8% nel 2016 rispetto al 2015). Sono alcuni dei dati relativi al comparto dell’efficienza energetica nel nostro Paese, contenuti nell’Energy Efficiency Report 2017 dell’Energy&Strategy Group della School of Management del  Politecnico di Milano. 

Il residenziale costituisce più della metà del mercato 

Lo studio è stato presentato questa mattina a Milano da Vittorio Chiesa, direttore dell’E&S Group che ha sottolineato come la ripartizione dei diversi ambiti del settore sia, dal punto di vista percentuale, per lo più “analoga al passato”. “Il residenziale si porta via un po’ più della metà del mercato complessivo (3,25 mld) -  ha spiegato Chiesa -  1/3 (circa 2 mld di euro), invece, va all’industria, mentre 1/6 (14%) è del terziario, il comparto più piccolo all’interno di questa segmentazione, ma con il tasso di crescita più interessante, salito dell’11% rispetto al 2015”.  

Le soluzioni tecnologiche maggiormente diffuse

Se andiamo a segmentare il mercato in base alle soluzioni di efficienza - ha spiegato Chiesa - vediamo che le tecnologie con le quote di mercato più rilevanti sono state fondamentalmente tre: pompe di calore, illuminazione e superfici opache, che da sole rappresentano circa il 50% del mercato”. Un “tema caldo’ per il settore rimangono poi le soluzioni per la  gestione dell’energia, sistemi di misura, monitoraggio e controllo che “presentano tassi di crescita estremamente interessanti”. 

Previsioni al 2020 

Il report fornisce anche un quadro del potenziale di mercato per il periodo 2017-2020 per gli investimenti in efficienza energetica. Il dato si attesta tra i 29,8 e i 34,4 mld di euro (scenario, con un volume d’affari medio annuo compreso tra i 7,5 e gli 8,6 mld di euro).

I dati relativi alle ESCo 

Dai dati emerge come il quadro relativo alle ESCo sia fatto di chiaroscuri. Il settore è, infatti, estremamente “frammentato” e caratterizzato dalla presenza di operatori di piccole dimensioni, con bassa marginalità. Tuttavia, nonostante l’aumento del numero degli operatori attivi, tra il 2012 e il 2016 i ricavi delle ESCo presenti nel mercato sono diminuiti del 10%, passando dai 3,4 mld del 2012 ai 3 mld del 2016. Nell’ultimo anno, inoltre, il 50% di queste realtà ha registrato un fatturato minore di 1,9 milioni di euro e un EBIT minore di 71 mila euro. 

Le ESCo - ha spiegato nel suo intervento il direttore dell’E&S Group -  hanno realizzato, dei complessivi  6 mld e 13, circa 830 mln, il 14%. Sono presenti in maniera maggiore rispetto alla loro media nazionale sia nell’industria, sia nel terziario dove più o meno si portano via un quarto del mercato, mentre la loro presenza è debole sul residenziale, dove è stato stimato solo un 4% di mercato”. 

Utility/ESCo, possibili sinergie 

Cresce anche nel comparto utility l’interesse verso il comparto efficienza. Un elemento che rappresenta una “minaccia significativa” per le ESCo, legato al fatto che queste aziende possono sfruttare la loro disponibilità di capitali e la loro presenza capillare sul mercato, anche se non hanno ancora sviluppato adeguate competenze per la gestione e l’implementazione di progetti specifici. In questo senso uno degli scenari che si delinea all'orizzonte è quello di una sempre maggiore aggregazione tra questi due soggetti del mercato. 

Le utility - ha sottolineato Chiesa - si stanno attrezzano per sviluppare competenze volte a promuovere progetti in ambito efficenza. Ci sono prime avvisaglie di operazioni di concentrazione in cui queste realtà (utility ed ESCo) si mettono insieme. Le ESCo più interessanti potrebbero rappresentare l’oggetto di acquisizioni o di operazioni di fusione, alleanze con utility che vogliono inglobare competenze”. 

 

Nel video Vittorio Chiesa illustra i dati del report 

 

 

 

 

Il settore industriale e la cultura dell’efficienza 

Ad approfondire il tema del binomio efficienza/industria è stato Davide Chiaroni, vicepresidente dell’Energy & Strategy  Group (intervista video). Dal report, ha spiegato Chiaroni, emerge come le imprese italiane siano molto sensibili ai temi della gestione smart dell’energia. In particolare l’ultimo anno è stato “estremamente interessante e si è caratterizzato per segnali molto positivi”. Dai dati emerge come ben 7 imprese su 10 abbiano realizzato progetti di efficenza e la maggior parte delle realtà esaminate abbia dichiarato di aver aumentato gli investimenti dedicati al comparto comprendendo il valore di queste operazioni in termini di aumento della competitività. Tuttavia c’è ancora  una scarsa propensione delle aziende  ad aprire le porte a soggetti esterni specializzati" nella gestione efficiente dei consumi: l’ 80% delle realtà produttive analizzate, che ha realizzato investimenti in efficienza nel 2016, li ha, infatti,  gestiti internamente. In generale, ha sottolineato Chiaroni, quello dell’efficienza “è un mercato che vuole crescere”, manca però forse “la scintilla di un modello di offerta giusto”.  

 

Nel video Chiaroni parla del binomio efficienza energetica/industria

 

 

 

 

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